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David

Galleria delle arti

Antonio Pinelli

Una monografia che segue passo dopo passo l’evoluzione del grande pittore parigino.

Con il Giuramento degli Orazi, dipinto che Jacques-Louis David (1748-1826) scelse di eseguire a Roma, isolandosi per quasi un anno in uno studio vicino a Piazza del Popolo, l’artista s’impose sulla scena europea come protagonista indiscusso di una rivoluzione nella pittura “storica”. Aprì la strada al nuovo classicismo, più rigoroso di quello della generazione del suo maestro Vien e di Mengs, mettendo definitivamente al bando le frivole smancerie dello stile rococò.

Il modello dei capolavori dell’antichità, la teoria estetica di Winckelmann e la tempra morale degli eroi di Corneille, amalgamati dal formidabile pennello di un artista audace, ardente ma mirato alla riflessione, danno luogo a un linguaggio figurativo secco ed energico, sobrio ma eloquente, che incarna alla perfezione il motto “dipingere come si parlava a Sparta”, slogan enunciato dal geniale Diderot.

Quarant’anni più tardi, al Salon di Parigi del 1789, il patriottismo e la tensione etica, l’emotività vibrante, l’eloquenza drammatica caratterizzarono un altro capolavoro di David, la grande tela rappresentante Bruto, che sembra interpretare in primo luogo lo slancio politico rivoluzionario che scoppiò a Parigi e che ben presto si diffuse in tutta la Francia.

La monografia, che segue passo dopo passo l’evoluzione del pittore parigino, si concentra sulla stretta relazione che egli istituì tra arte e politica. È proprio la stretta dipendenza tra scelte estetiche e scelte politiche che fa di quest’artista un caso pressoché unico nella storia dell’arte, e più ancora colui che ha preceduto il ventesimo secolo. Non si limitò solo, in effetti, a partecipare personalmente agli accadimenti rivoluzionari, occupando anche durante gli anni del Terrore un posto nel governo, ma lungo tutta la sua vita il suo impegno politico fu inseparabile dal suo impegno artistico. Per lui, lo sviluppo ideologico e politico e lo sviluppo stilistico vanno di pari passo, alimentandosi a vicenda e manifestando le medesime variazioni allo stesso tempo.

Antonio Pinelli è professore di storia dell’arte moderna all’Università di Pisa. Dal 1976, data della sua fondazione, dirige la rivista trimestrale “Ricerche di Storia dell’arte”. Tra i suoi libri più noti: La bella maniera. Artisti del Cinquecento tra regola e licenza (Torino 1993); Nel segno di Giano. Passato e futuro nell’arte europea tra Sette e Ottocento (Roma 2000); La bellezza impura. Arte e politica nell’Italia del Rinascimento (Roma-Bari 2004). 

Lingua : IT

Dimensioni : 17 x 24 cm

Pagine : 124

Rilegatura : cartonato

Illustrazioni : 55 illustrazioni a colori e in b/n

ISBN : 978-88-7439-090-8

Mese | Anno di pubblicazione : Dicembre 2004

Prezzo : 16,00 €

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