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Art Brut, the collection

Testi di Anic Zanzi, Gustavo Giacosa e David Le Breton

Dopo Véhicules e Architectures, questo terzo volume della collana “Art Brut, la Collection” che accompagna le Biennali dell’Art Brut, è dedicato al corpo e propone opere poco conosciute delle collezioni del museo di Losanna. Il libro raccoglie un nutrito numero di disegni, quadri, fotografie e sculture e rispecchia le molteplici rappresentazioni del corpo nelle produzioni di Art Brut, senza perdere di vista la dimensione del dialogo intimo che gli autori intrattengono con le loro creazioni. Queste opere sono il frutto di un corpo a corpo: rappresentano «battaglie» senza mediazioni o concessioni, che l’autore intrattiene con la propria immagine e con il proprio vissuto individuale. Per alcuni il corpo è rifugio di un’intimità complessa, per altri una prigione da cui fuggire o ancora il centro di energie da liberare e trasformare. Poco esposti e poco pubblicati, i tatuaggi dei prigionieri mostrano l’interesse di Jean Dubuffet – fondatore dell’Art Brut e ideatore del museo di Losanna ­– per le creazioni ai margini del mondo dell’arte. Ai grandi «classici» dell’Art Brut come Aloïse Corbaz vengono affiancate scoperte più recenti come i corpi-volti di Eric Derkenne o l’onnipotente «transessualità nucleare» di Giovanni Galli.  Sdoppiamento del sé e giochi di specchi testimoniano una ricerca identitaria istintiva come in Joseph Hofer o Robert Gie. Spezzettato e frammentato con Giovanni Bosco o riunito in un’unità cosmica con Guo Fengyi, il corpo materializza un flusso perpetuo di cui l’arte si può impadronire per farne una testimonianza esistenziale.

Gustavo Giacosa è attore, regista, coreografo e commissario di mostra. Comincia il suo percorso di formazione professionale nel 1991 con Pippo Delbono. Nel 2005 crea a Genova l’Associazione culturale ContemporArt e intraprende un lavoro di ricerca sul rapporto fra arte e follia all’interno delle diverse forme artistiche diventando commissario di diverse mostre sul tema, come «Banditi dell’Arte» presso la Halle Saint Pierre di Parigi o «Eric Derkenne. Champs de bataille» presso la Collection de l’Art Brut. Nel 2012 si stabilisce in Francia dove fonda la compagnia teatrale SIC.12.

David Le Breton insegna sociologia presso l’Università di Strasburgo. Membro dell’Institut Universitaire de France, tra le sue numerose pubblicazioni segnaliamo Antropologia del corpo e modernità (2007), Esperienze del dolore. Fra distruzione e rinascita (2014), La sociologie du corps (2016), Fuggire da sé. Una tentazione contemporanea (2016), Tenir. Douleur chronique et réinvention de soi (2017).

Lingua : ING

Dimensioni : 20,5 x 25,5 cm

Pagine : 168

Rilegatura : Brossura

Illustrazioni : 130 illustrazioni a colori

ISBN : 978-88-7439-788-4

Mese | Anno di pubblicazione : Novembre 2017

Prezzo : 32,00 €

Prezzo: € 32,00

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